Contributo a cura di Roberto Ferro

Il progetto di Beppe Giampà, cantautore piemontese, è non solo originale ma rende possibile la coesistenza di musica poesia e letteratura. Nel corso degli ultimi anni egli ha proposto alcuni validi progetti: "Beppe Giampà", "Il sentimento brucia", "I mattini passano chiari" "Memorie Letterarie della Resistenza". Seguirà a breve il trailer sonoro "Canzone per Fausto e Iaio" del film "Il sogno di Fausto e Iaio" la cui uscita è prevista per l'autunno del 2016.

La sua musica è essenziale, raffinata e nel contempo popolare, sicuramente diretta all'anima ed al cuore dell'ascoltatore. Per ribadire ancor più l'essenzialità, Beppe Giampà ricorre a pochi strumenti musicali: chitarra acustica, fisarmonica e piano, in alcuni pezzi l'accompagnamento vocale corale.

Nei progetti precedenti le canzoni si riferivano alla dura vita quotidiana dei contadini delle Langhe e del Roero. Costantemente e tangibili sono un forte impegno civile, la passione e la compassione per la vita umana che traspaiono anche in "Della fatal quiete".

Ogni lirica è caratterizzata da tre aspetti fondamentali che rendono unica la sua interpretazione: il testo, l'accompagnamento musicale e l'interpretazione vocale. Sono tre piani interpretativi che si intrecciano senza elidersi a vicenda anzi si rafforzano.

"Della fatal quiete" è un progetto con liriche composte da Foscolo Leopardi Carducci Campana, e Ferdinando Pessoa. Il progetto recupera con leggerezza quanto era andato perso nel corso dei secoli, la consuetudine ad associare recitazione e musica.

Beppe Giampà ha coraggiosamente proposto come brano introduttivo una lirica assai nota, "San Martino" di Giosué Carducci. Le caratteristiche "pittoriche" dei versi si intrecciano con la melodia lenta ed avvolgente.

"Le petite promenade du poète" di Dino Campana si accompagna ad una melodia bohemiene, voce ed armonica, camminata serale in un decadente universo di bordelli e ubriachi. La memoria corre ai bassifondi del decadentismo e della scapigliatura.

Il ritmo rapido delle percussioni richiama alla mente la vita tumultuosa del neoclassico Ugo Foscolo "Ne più mai toccherò le sacre sponde ove il mio corpo fanciulletto nacque..Tu non altro che il canto avrai del figlio o materna mia terra" La melodia ci trasporta ad Itaca, l'amarezza di una partenza definitiva per altri Paesi ed altre avventure con un'unica compagna, la poesia!

https://youtu.be/YYTHpIybKMw

Una delle esecuzioni più intense dell'album si riferisce "Alla sera" di Ugo Foscolo. Non per nulla, il progetto prende nome da un frammento del verso iniziale. L'immensità del cielo, le nubi, la poesia e l'anima inquieta di Foscolo rappresentano anche dal punto di vista vocale e musicale una interpretazione eccellente.

Con l'allegra e disincantata "Non sto pensando a niente" di Ferdinando Pessoa e l'intensità di "Infinito" di Giacomo Leopardi, Beppe Giampà rilancia al pubblico un duplice messaggio, di leggerezza e profondità poetiche.

"Della fatal quiete" assume (può assumere) rilevanza se rivolto ai giovani, particolarmente restii all'ascolto tradizionale, frontale, delle poesie. Numerosi cantautori hanno musicato poesie quali "Elegia di Spoon River" di Fabrizio De André, traducendole dalla lingua originale, reinterpretandole e modificandole sovente nell'intimo.

Beppe Giampà, invece, preserva come dono allo spettatore l'originalità del testo poetico e associa l'essenza dell'ispirazione lirica, il connubio tra parole e musica. Merito anche di un coraggioso progetto in crowdfunding che ha trovato sostenitori ed appoggi a livello nazionale.

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