Contributo a cura di Roberto Ferro

L'intervista con Tiziano Jannacci si é rivelata una piacevole occasione di conoscere ed apprezzarne la sensibilità e, tramite la sua testimonianza, numerosi protagonisti della musica d'autore, milanese e nazionale.

Quando ti sei appassionato alla musica?
"Ho iniziato osservando Luca Gusella, oggi un grande vibrafonista, che suonava ai tempi sui fustini di detersivo"- racconta Tiziano Jannacci - " per poi iniziare gli studi a 15 – 16 anni al Capolinea, locale cult del jazz milanese d'autore. Studiavo la batteria con Enrico Lucchini e Mauro Pellegatti, impostazione jazz ma con un occhio rivolto al genere funky e fusion, musica allegra e solare che poi ho affrontato con Franco Rossi e il suo metodo".

Da ragazzo ti interessava solo la musica?
"Per la verità frequentavo un Istituto alberghiero a Sondalo, Valtellina"

Che rapporti intrattenevi con tuo cugino Enzo Jannacci?
"Una grande ammirazione e nel contempo un timore reverenziale. Mio padre era suo cugino. Enzo venne a casa nostra con Beppe Viola e mi regalò un completo dell'Inter, lui che era milanista. Io avevo circa 12 anni. Talvolta andavamo da lui e mi chiamava Mostro. Mi ricordo a Villa Arconati, io e il mio Papà siamo entrati nel backstage per salutarlo, prima del concerto. Mentre scattavo una foto (quella della mia pagina facebook) un addetto alla sicurezza tentò di portarmi fuori ma Enzo mi salvò" - la voce di Tiziano diviene improvvisamente riflessiva e meditativa -"Ho cercato di distinguermi, di crearmi uno spazio mio, nella vita e nella musica. Gli Jannacci erano (sono) una famiglia con numerose diramazioni, attraversata, sempre e comunque, da una vena artistica e di creatività. Magari ciascuno di noi possiede particolari capacità di vivere i personali talenti".

Non sarà stato facile abbandonare la musica attiva...
"Come ho accennato in precedenza, prima mi esibivo con gli Oneway e poi con i Sixties, eseguendo musiche anni '60 e '70. Esibirmi sul palco mi costava molto in termini di stress e di impegno fisico anche se il mio cuore batteva sempre lì. A casa mi divertivo a suonare la batteria nel tempo libero, una passione che conservo ancora oggi. Esibirsi in pubblico é impegnativo, e vivere di musica é difficile. Ho così continuato nell'azienda di mio padre la Presto Chef, coltivando anche la passione per la cucina. Un po' alla volta, con sacrificio, ho fondato un'altra azienda, la Tuttiatavola, che produce pasti pronti".

Insomma, ti sei preso una pausa di riflessione...musicale.
"Ho sempre conservato una grande passione per la musica ma, ribadisco, per anni l'ho mantenuta intima, personale. Poi, con Marco Ricci, Beatrice Zanolini, Riccardo Bianchi, Luisa Monti e Mirko Fait, abbiamo creato un progetto Io scrivo testi italiani e loro compongono le musiche. Abbiamo fatto circa una decina di pezzi con l'ausilio di grandi musicisti e amici famosi quali Marco Brioschi, Marco Detto, Martino Malacrida, Pacho Rossi (il percussionista di Morgan), Luca Gusella, Giulio Visibelli, Roby Giannella, Daniele Comoglio. Ho la netta sensazione che Enzo "mi abbia guidato verso i suoi amici". Poi, nel delirio musicale ho voluto fare un unico tributo a Enzo con l'aiuto dei suoi comici di allora e il vecchio gruppo. Paolo Jannacci, mio cugino, mi ha sostenuto moralmente, tra noi c'é stima e affetto, lui é un grande artista".

Quale era la tua prospettiva di lavoro, allora come oggi?
"Per carattere ho molta voglia di fare, curiosità: intraprendenza e coraggio imprenditoriale non mi mancano di certo. Ho solo l'esigenza, legittima, di avere le idee chiare, una prospettiva della situazione. Preferisco prendermi del tempo per pensare, poi agisco rapidamente".

Hai progetti in vista?
"Sì, non mi fermo. Sembra che una mano ultraterrena mi indichi una strada fatta di bellezza". Sto per presentare il video del mio primo pezzo "Night" che abbiamo creato".

A parte la curiosa associazione tra cibo (di qualità) e musica, hai fatto tue un paio di iniziative che le riassumono.
"Da questa estate seguo a Bellagio l'attività musicale di un locale, lo Splendide. Ora mi hanno nominato Direttore artistico dell'Osteria delle Rane Rosse di Settimo Milanese. Seguo il gruppo FB Jannacci & Friends, fondato prima della morte di Enzo. Diciamo che Jannacci &Friends é un tentativo (riuscito) di creare una sorta di famiglia Jannacci allargata che superasse quella naturale. Ora ho anche una pagina Jannacci Show dove raccolgo tutte le esperienze che vivo in ambiente artistico".

Come sei solito collaborare con gli artisti?
"Il rapporto tra pubblico e artista deve essere chiaro, costruttivo. Certo i clienti vengono anche per cenare ma la partecipazione é finalizzata alla musica. L'obiettivo é gustare lentamente del buon cibo, ascoltare buona musica e suonare con impegno e passione. E' per me una sfida significativa coinvolgere artisti che con la loro arte appassionino il pubblico. Una vetrina che ha già all'attivo musicisti del calibro di Antonio Galbiati, Debora Falanga, Daniele Comoglio, Marco Brioschi, Sergio Cocchi, Pancho Ragonese, Pepe Ragonese, Andrea Achilli, Luca Meneghello, Isabella Casucci e molti altri. Tutti splendidi artisti e amici".

La serata di Halloween all'Osteria delle Rane Rosse prevedeva un duo d'eccezione composto da Paolo Brioschi al pianoforte e Ermanno Principi, batteria e voce. Una serata coronata da successo di pubblico che ha visto la partecipazione di numerosi special Guest musicisti e cantanti anche grazie all'ottima cucina.

Buona musica a tutti!